Ha preso il via il progetto Sex & the City, vincitore della call Urban Factor di Milano Urban Center – il think tank sulla città promosso dal Comune di Milano insieme a Triennale Milano.

Il progetto si propone di guardare Milano da una prospettiva di genere misurando a che punto si trovi la città in tema di inclusività. 

I punti di osservazione vanno dallo spazio domestico a quello pubblico, dalla condizione lavorativa femminile ai servizi offerti alle donne. In particolare la ricerca vuole misurare quanto Milano sia accogliente e quanto cittadine e cittadini si sentano a loro agio nell’uso degli spazi e dei servizi. 

Oggi il progetto entra nel vivo con un questionario online aperto a persone di ogni genere ed età residenti a Milano a questo link  https://forms.gle/didoKv9xTiAyNAgc7

I dati raccolti serviranno – in breve – a rispondere a queste domande:

Come usano la città donne, uomini, ragazze e ragazzi, e tutte le identità non binarie? 

Ci sono differenze sostanziali nella gestione quotidiana, nell’uso dei mezzi, nella percezione dell’insicurezza? Milano come si presenta dal punto di vista delle differenze di genere?  Quante persone hanno subito molestie in uno spazio pubblico? 

Ricerche condotte a livello internazionale, a partire dal Global Mobility Report 2017 della World Bank, mostrano un uso differenziato dello spazio pubblico da parte di uomini e donne. Le donne infatti stabiliscono i loro percorsi quotidiani, i luoghi che attraversano e l’orario di molte delle loro attività condizionate da paura e senso di insicurezza. A una percezione differente dello spazio urbano concorrono anche fattori come la presenza di servizi igienici accessibili, giardini pubblici, asili nido e la possibilità di muoversi in carrozzina o con un passeggino. Fattori che misurano anche la capacità di includere diversi target ed esigenze.

Un’ulteriore significativa differenza nell’uso della città tra i generi è data dallo svolgimento del lavoro di cura, impegno che purtroppo ancora oggi principalmente (75%) a carico delle donne. Questo genere di attività implica un pattern di mobilità poligonale e frammentato, diverso dal tipico pendolarismo standard. Quello dei caregiver è uno dei tanti target che abitano le nostre città e che traccia delle rotte proprie, frequenti nell’arco delle 24 ore e spesso circoscritte. Osservare le specificità legate ai diversi usi della città è utile perché, come dice Caroline Criado Perez nel suo recente libro Invisibili«quando i pianificatori non tengono conto del genere, gli spazi pubblici diventano di default spazi maschili».

I dati statistici su Milano differenziati per genere, tuttavia, sono scarsi se non inesistenti sia per quanto riguarda l’uso della città sia in merito all’utilizzo dei mezzi pubblici, alla percezione dell’insicurezza, ai bisogni in generale che i cittadini possono manifestare. È urgente quindi condurre un’analisi trasversale sul genere e l’uso della città, per fotografare la situazione attuale anche alla luce delle trasformazioni in atto imposte dalla pandemia e la conseguente quarantena sanitaria.

L’osservazione e la comprensione dello svolgimento della vita quotidiana di abitanti e city-users è fondamentale per strutturare proposte politiche e sociali capaci di rispondere ai bisogni diversificati e specifici. La raccolta di dati distinti per genere è come necessaria per comprendere i diversi usi della città, per mostrare esigenze differenti, e, come insegna Caroline Criado-Perez, per mettere in atto politiche talmente lungimiranti da riuscire a impattare positivamente anche le casse dell’amministrazione pubblica.

Più risposte si otterranno al questionario più accurata sarà la ricostruzione del quadro generale, così da poter mettere in campo politiche in grado di rendere Milano una città capace di accogliere le differenze e riconoscere le necessità di tutte le identità che la abitano.

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CHI SIAMO:

Il progetto Sex & the City è ideato e coordinato da Florencia Andreola e Azzurra Muzzonigro, promosso e sostenuto da Milano Urban Center (Comune di Milano e Triennale Milano).

https://sexandthecity.space/

#urbarnisticadigenere, #genderplanning, #genderurbanism     

Florencia Andreola (Argentina,1984) è laureata in Architettura al Politecnico di Milano con un dottorato di ricerca in Storia dell’Architettura. Scrive articoli e saggi, partecipa alla produzione di contenuti progettuali a finanziamento pubblico (Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Milano), cura e coordina attività culturali. Testi curati:Disagiotopia. Malessere, precarietà ed esclusione nell’era del tardo capitalismo (DEditore, 2020); di Milano. L’architettura dal 1945 a oggi (Hoepli, 2018); Backstage. L’architettura come lavoro concreto (Franco Angeli, 2016); Guida all’architettura di Milano 1945-2015 (Hoepli, 2015). È stata membro e coordinatrice della redazione di “Gizmo” (2010-2017).  

Azzurra Muzzonigro (Roma, 1983) è architetta, curatrice e ricercatrice urbana. Dal 2014 al 2019 è stata professoressa a contratto presso il Politecnico di Milano in progettazione urbana. Ha conseguito un MSc in Building and Urban Design in Development alla Bartlett UCL e un PhD in Urban Studies all’Università degli Studi Roma Tre. Tra il 2013 e il 2017 ha coordinato progetti culturali e di ricerca presso Stefano Boeri Architetti. Nel Giugno 2015 ha fondato Waiting Posthuman Studio, una piattaforma di ricerca multidisciplinare a cavallo fra arte, architettura, urbanistica e filosofia. Da gennaio 2018 lavora come curatrice indipendente e consulente di ricerca per Triennale Milano, per l’organizzazione di festival e mostre.

Crediti: Elisabetta Castellari